{"id":3007,"date":"2022-11-22T16:33:53","date_gmt":"2022-11-22T15:33:53","guid":{"rendered":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/?page_id=3007"},"modified":"2023-10-22T11:37:51","modified_gmt":"2023-10-22T10:37:51","slug":"verricello-e-argano","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/?page_id=3007","title":{"rendered":"Verricello e argano"},"content":{"rendered":"<style id=\"kb-spacer_4511cf-f3\">.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-_4511cf-f3 .kt-divider{border-top-color:#297373;width:80%;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-_4511cf-f3\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"is-layout-flex wp-container-3 wp-block-columns alignwide\">\n<div class=\"is-layout-flow wp-block-column\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"662\" src=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/asse-nella-ruota-del-monte-1024x662.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3009\" srcset=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/asse-nella-ruota-del-monte-1024x662.jpg 1024w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/asse-nella-ruota-del-monte-300x194.jpg 300w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/asse-nella-ruota-del-monte-768x496.jpg 768w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/asse-nella-ruota-del-monte.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Guidobaldo Del Monte, <em>Mechanicorum Liber<\/em>, Pisauri, Hieronymum Concordiam, 1577, pp. 106v-107r,<br>Pesaro, Ente Olivieri \u2013 Biblioteca e Musei Oliveriani.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"is-layout-flow wp-block-column\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"657\" src=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/argano-1024x657.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3008\" srcset=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/argano-1024x657.jpg 1024w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/argano-300x192.jpg 300w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/argano-768x492.jpg 768w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/argano.jpg 1240w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">.<br>Federico Commandino, <em>Pappi Alexandrini Mathematicae collectiones \u00e0 Federico Commandino Vrbinate in latinum conversae, et commentariis illustratae<\/em>, Pisauri, apud Hieronymum Concordiam, 1588,<br>Pesaro, Ente Olivieri \u2013 Biblioteca e Musei Oliveriani.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n<style id=\"kb-spacer_aba7fa-bb\">.wp-block-kadence-spacer.kt-block-spacer-_aba7fa-bb .kt-divider{border-top-color:#297373;width:80%;}<\/style>\n<div class=\"wp-block-kadence-spacer aligncenter kt-block-spacer-_aba7fa-bb\"><div class=\"kt-block-spacer kt-block-spacer-halign-center\"><hr class=\"kt-divider\"\/><\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"is-layout-flex wp-container-6 wp-block-columns alignwide\">\n<div class=\"is-layout-flow wp-block-column\" style=\"padding-right:var(--wp--preset--spacing--70);flex-basis:60%\">\n<h4 class=\"has-foreground-color has-text-color\" id=\"h.y2vml36gtmva_l\"><strong>Descrizione del meccanismo<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color\">L&#8217;argano \u00e8 una macchina semplice, in quanto non pu\u00f2 essere scomposta in una macchina ancora pi\u00f9 elementare.&nbsp;Nel Cinquecento&nbsp;l&#8217;argano era conosciuto come&nbsp;Asse nella ruota ed era impiegato sia per prendere l\u2019acqua dai pozzi sia nei cantieri per sollevare pesi.&nbsp;Una variante dell&#8217;argano \u00e8 il verricello.&nbsp;Il verricello agisce secondo una direzione orizzontale&nbsp;ed \u00e8 quindi&nbsp;impiegato per trascinare pesi (1). L\u2019argano invece agisce secondo una direzione verticale,&nbsp;pertanto \u00e8&nbsp;impiegato per sollevare pesi (2).&nbsp;Queste due macchine&nbsp;erano impiegate sin dall\u2019antichit\u00e0 in supporto alle attivit\u00e0 lavorative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color\">L&#8217;argano \u00e8 costituito da un asse cilindrico mobile (tamburo) e da&nbsp;due supporti&nbsp;in modo da tenerlo elevato. L&#8217;asse \u00e8 azionato imprimendo una forza su una ruota con manici o denti, la quale \u00e8 saldamente ancorata all\u2019asse. Nella parte centrale \u00e8 solitamente fissata una corda legata al peso da sollevare o al secchio per il prelevamento dell\u2019acqua. La forza impressa sui manici o denti permette la rotazione del tamburo e, di conseguenza, l\u2019avvolgimento della fune. Nel&nbsp;<em>Mechanicorum Liber<\/em>&nbsp;di <a href=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/?page_id=3515\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Guidobaldo del Monte<\/a> viene spiegato il funzionamento dell\u2019Asse nella ruota impiegando il&nbsp;principio della leva. Secondo del Monte, se noi applichiamo una forza (<em>M<\/em>) su un manico (<em>F<\/em>) per sollevare il peso (<em>K<\/em>), allora \u00e8 come se le due forze fossero applicate rispettivamente ai bracci&nbsp;<em>FC&nbsp;<\/em>(la lunghezza del manico&nbsp;<em>FD&nbsp;<\/em>e raggio della ruota&nbsp;<em>DC<\/em>) e&nbsp;<em>CB<\/em>&nbsp;(raggio della sezione verticale del cilindro) di una leva&nbsp;<em>FCB&nbsp;<\/em>(3):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color\"><em>M<\/em> : <em>K =<\/em> <em>CB<\/em> : (<em>FD <\/em>+ <em>DC<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color\">Il funzionamento dell\u2019Asse nella rota \u00e8 esaminato anche nella Questione XIII del trattato aristotelico <em>Questioni Meccaniche <\/em>di pseudo-Aristotele. Secondo l\u2019autore il tamburo \u00e8 mosso pi\u00f9 facilmente da manici lunghi anzich\u00e9 da manici corti. Questo accade perch\u00e9 possiamo associare la lunghezza dei manici ai raggi di un cerchio con il centro coincidente con quello della ruota. Se confrontiamo due circonferenze con perimetri diversi, i raggi del cerchio con circonferenza maggiore sono pi\u00f9 lunghi dei raggi del cerchio con circonferenza minore. Seguendo ancora l&#8217;esempio aristotelico, se applichiamo una stessa forza, possiamo vedere che i raggi del cerchio con maggiore circonferenza si muovono pi\u00f9 rapidamente (4). Questo accade perch\u00e9 in uno stesso tempo <em>t<\/em>, il raggio del cerchio maggiore copre una maggiore porzione di spazio rispetto al raggio del cerchio minore. L\u2019autore delle <em>Questioni Meccaniche<\/em> nota, inoltre, che sotto la pressione di una stessa forza, a parit\u00e0 di lunghezza dei manici, gli argani pi\u00f9 esili si riescono a muovere pi\u00f9 facilmente di quelli massicci. Questo perch\u00e9, ritiene l\u2019autore, negli argani pi\u00f9 esili vi \u00e8 meno quantitativo di legno tra il manico e il centro della ruota, quindi c\u2019\u00e8 maggiore distanza tra il centro e il manico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color\">Possiamo applicare le riflessioni appena esposte anche alle analisi sul comportamento meccanico delle bilance. Se prendiamo in considerazione due bilance, una avente bracci lunghi 30 cm e l&#8217;altra avente bracci lunghi 10 cm, allora le bilancia costituita da bracci pi\u00f9 lunghi dovrebbe essere pi\u00f9 precisa di quella pi\u00f9 piccola. Infatti, teoricamente una bilancia grande, e pertanto caratterizzata di una scala graduata maggiormente fornita di numeri, doveva essere pi\u00f9 precisa di una bilancia piccola. Tuttavia, da un punto di vista pratico le cose sembravano funzionare diversamente rispetto a come la teoria suggeriva: ad esempio gli orafi e i commercianti di spezie utilizzavano bilance piccole per pesare anzich\u00e9 quelle grandi, nonostante queste ultime da un punto di vista teorico potessero sembrare pi\u00f9 precise [1]. Il rinomato maestro d\u2019abaco Niccol\u00f2 Fontana, detto Tartaglia, per esempio, per preservare lo stretto rapporto tra quanto supposto teoricamente e quanto nella pratica effettivamente veniva riscontrato, osservava<strong> <\/strong>che, quando si aveva a che fare con le bilance fisiche, era necessario considerare che il peso delle stesse bilance poteva influire sulla sensibilit\u00e0 e sulla precisione di pesatura. Tuttavia, sempre secondo Tartaglia, nel caso di bilance costruite con lo stesso materiale ma di dimensioni diverse, le bilance piccole devono essere considerate pi\u00f9 precise di quelle grandi, perch\u00e9 quelle piccole sono meccanicamente pi\u00f9 leggere. Questa lettura di Tartaglia giustificava la scelta da parte degli orafi di utilizzare bilance pi\u00f9 piccole per la loro attivit\u00e0[2].<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color\">Sempre sullo stesso tema il pesarese Guidobaldo del Monte scriveva al veneziano Giacomo Contarini \u00abche la dimostratione [gli aveva] insegnato assai come si hanno da far l\u2019esperienze, sopra le quali per chiarirsi bene bisogna[va] considerar molte cose: 1\u00b0 che gli instrumenti siano piccoli pi\u00f9 presto che grandi, come, per essempio, le taglie con le sue girelle, che se fusse possibile di farle di ottone con li sui assi di ferro, sotili sotili\u00bb[3]. In queste riflessioni soggiace la consapevolezza che la materia produceva resistenza e che quindi fosse necessario costruire strumenti con minor materia possibile. Nonostante i matematici del tempo avessero intuito la presenza di forze resistenti, ancora non avevano gli strumenti concettuali e matematici per calcolare quantitativamente l&#8217;attrito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color\">Sebbene il verricello e l&#8217;argano siano macchine molto antiche, oggi fanno parte della nostra vita quotidiana e lavorativa. Attualmente, queste macchine sono impiegate soprattutto in ambito nautico, edilizio e agricolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color\">Nel Cinquecento con la riscoperta della letteratura matematica greco-ellenistica, le traduzioni in volgare e, di conseguenza, l&#8217;uso pi\u00f9 sistematico della <a href=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/?page_id=3525\">scienza della meccanica<\/a> nell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa, gli ingegneri vengono gradualmente messi nella condizione di poter confrontarsi con i contenuti dei libri di <a href=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/?page_id=3529\">Archimede<\/a>, degli <em>Elementi <\/em>di <a href=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/?page_id=3533\">Euclide <\/a>e le <em>Questioni Meccaniche<\/em> e per dare un significato alla prassi in uso nei cantieri, migliorando le proprie tecniche. In questo periodo assistiamo all&#8217;incontro di due interessi convergenti: la riflessione teorica dei tecnici e la consapevolezza da parte dei &#8220;teorici&#8221; dell&#8217;utilit\u00e0 pratica dei testi dei matematici antichi rappresentano un fatto di enorme novit\u00e0 e che sar\u00e0 alla base della stessa rivoluzione scientifica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color has-small-font-size\"><sup>[1]<\/sup> Tartaglia, 1959, Libro Settimo. Secondo Tartaglia se consideriamo astrattamente le bilance, allora le pi\u00f9 grandi sono pi\u00f9 precise delle piccole; se invece consideriamo quelle reali, allora dobbiamo introdurre lo strano comportamento della materia. Per questo, scrive Tartaglia, i gioiellieri usano bilance piccole. Tartaglia non pensava che le bilance reali dovessero comportarsi in maniera diversa da quelle ideali, ma che si dovesse considerare le ideali come caso limite di quelle reali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color has-small-font-size\" id=\"h.mfdum9nn0igj\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color has-small-font-size\" id=\"h.feak87j443bh\">[2] Tartaglia, 1959, Libro Settimo. Secondo Tartaglia se consideriamo astrattamente le bilance, allora le pi\u00f9 grandi sono pi\u00f9 precise delle piccole; se invece consideriamo quelle reali, allora dobbiamo introdurre lo strano comportamento della materia. Per questo, scrive Tartaglia, i gioiellieri usano bilance piccole. Tartaglia non pensava che le bilance reali dovessero comportarsi in maniera diversa da quelle ideali, ma che si dovesse considerare le ideali come caso limite di quelle reali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-foreground-color has-text-color has-small-font-size\" id=\"h.qs372gl2gv8j\">[3] Si confronti anche con il commento di Filippo Pigafetta, traduttore della versione volgare del <em>Mechanicorum Liber<\/em>, in Del Monte, 1581, Della Taglia, p. 64v: \u00abNe parmi etianto che \u017fi habbia ad hauere punto di riguardo alla picciolezza, et grandezza delle girelle po\u017fte nelle taglie,et degli a\u017f\u017fetti \u017fuoi, credendo che per nece\u017f\u017fit\u00e0 habbiano da e\u017f\u017fere lauorati con mi\u017fura tale, et proportione co \u017fi accurata che mancando da quella non rie\u017fcano le dimo\u017ftrationi alla e\u017fperientia;peroche, \u017fi come nota l&#8217;autore poco appre\u017f\u017fo, ba\u017fta che con certa conveneuole mi\u017fura, et proportione le girelle nelle taglie \u017fiano maggiori l&#8217;una dell&#8217;altra \u017fi fattamente che le corde non \u017fi tocchino e freghino fra loro, i co\u017fi ven gano ad impedire i mouimenti delle po\u017f\u017fanze, et de pe\u017fi\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"is-layout-flow wp-block-column\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"548\" height=\"331\" src=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3011\" srcset=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/image.png 548w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/image-300x181.png 300w\" sizes=\"(max-width: 548px) 100vw, 548px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Bernardino Baldi, <em>In mechanica Aristotelis problemata exercitationes<\/em>, edizione anastatica, Nenci, E. (a cura di), Milano, FrancoAngeli, 2010, Questione XIII.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"679\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Verricello-679x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-3010\" srcset=\"https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Verricello-679x1024.png 679w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Verricello-199x300.png 199w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Verricello-768x1159.png 768w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Verricello-1018x1536.png 1018w, https:\/\/formelle.uniurb.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/Verricello-1358x2048.png 1358w\" sizes=\"(max-width: 679px) 100vw, 679px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Agostino Ramelli, L<em>e<\/em><strong><em> <\/em><\/strong><em>diuerse et artificiose machine del capitano Agostino Ramelli &#8230; Nelle quali si contengono uarij et industriosi mouimenti, degni digrandissima speculatione, per cauarne beneficio in ogni sorte d&#8217;operatione; composte in lingua italiana e francese<\/em>, a Parigi, in casa dell&#8217;autore, 1588, CLXXX, tavola 295r,<br>Pesaro, Ente Olivieri \u2013 Biblioteca e Musei Oliveriani<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Descrizione del meccanismo L&#8217;argano \u00e8 una macchina semplice, in quanto non pu\u00f2 essere scomposta in una macchina ancora pi\u00f9 elementare.&nbsp;Nel Cinquecento&nbsp;l&#8217;argano era conosciuto come&nbsp;Asse nella ruota ed era impiegato sia per prendere l\u2019acqua dai pozzi sia nei cantieri per sollevare pesi.&nbsp;Una variante dell&#8217;argano \u00e8 il verricello.&nbsp;Il verricello agisce secondo una direzione orizzontale&nbsp;ed \u00e8 quindi&nbsp;impiegato per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"uagb_featured_image_src":{"full":false,"thumbnail":false,"medium":false,"medium_large":false,"large":false,"1536x1536":false,"2048x2048":false},"uagb_author_info":{"display_name":"Paolo Marzocchini","author_link":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/?author=4"},"uagb_comment_info":0,"uagb_excerpt":"Descrizione del meccanismo L&#8217;argano \u00e8 una macchina semplice, in quanto non pu\u00f2 essere scomposta in una macchina ancora pi\u00f9 elementare.&nbsp;Nel Cinquecento&nbsp;l&#8217;argano era conosciuto come&nbsp;Asse nella ruota ed era impiegato sia per prendere l\u2019acqua dai pozzi sia nei cantieri per sollevare pesi.&nbsp;Una variante dell&#8217;argano \u00e8 il verricello.&nbsp;Il verricello agisce secondo una direzione orizzontale&nbsp;ed \u00e8 quindi&nbsp;impiegato per&hellip;","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3007"}],"collection":[{"href":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3007"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3007\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3636,"href":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3007\/revisions\/3636"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/formelle.uniurb.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3007"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}